Da Monte Mario a Prati spirano venti di secessione (VignaClaraBlog.it)
C’è fermento dalle parti di Monte Mario, e non parliamo del traffico. E nemmeno dell’ennesimo cantiere spuntato all’improvviso sotto casa.
Circola infatti un’idea che potrebbe rivoluzionare la geografia non solo politica, ma anche emotiva dei quartieri: un nuovo Municipio che unisca Balduina, Camilluccia,Trionfale, Prati, Della Vittoria.
La scintilla? Due comitati di quartiere. L’idea è nata dal Comitato Balduina’s ed è stata subito sostenuta da ‘Trionfalmente Diciassette’. Queste due realtà, osservando la mappa dei Municipi, hanno avuto la stessa reazione di quando scopri che l’autobus è stato deviato ‘per lavori non meglio precisati’: “Ma perché?”

Già, perché? Con la riforma dei Municipi approvata nel 2013 durante l’amministrazione di Gianni Alemanno, Balduina è ‘parcheggiata’ nel Municipio XIV, Trionfale è finito nel Municipio I insieme a quartieri che c’entrano quanto la carbonara col tofu, e Prati–Della Vittoria vivono da sempre in un mondo loro.
Insomma: un puzzle amministrativo che non combacia con la vita quotidiana di chi si muove ogni giorno tra scuole, ASL, mercati, tramonti su Monte Mario e file sulla Circonvallazione Clodia.
La petizione online (clicca qui) sta raccogliendo firme a raffica e l’interesse dei cittadini cresce quotidianamente mentre i comitati annunciano anche una prossima raccolta firme fisica che potrebbe ampliare ulteriormente il consenso.
La proposta non è una questione di bandiere o orgoglio territoriale; qui la parola chiave è buon senso.
I quartieri condividono trasporti, scuole, parchi, attività commerciali, perfino i percorsi della passeggiata serale del cane. Insomma: sono un territorio unico che merita una gestione unica.
Nei quartieri di Roma Nord attigui a quelli di Monte Mario l’iniziativa dei comitati di Balduina e Trionfale viene seguita con attenzione, ma senza particolare coinvolgimento emotivo. Le dinamiche quotidiane e le priorità sono diverse rispetto a quelle che attraversano Balduina o il Trionfale. Però l’interesse c’è.
Un nuovo Municipio più compatto a Nord, infatti, potrebbe cambiare — nel tempo — l’interlocuzione istituzionale del quadrante, e quindi anche il modo in cui alcuni servizi vengono percepiti, fruiti o organizzati.
Nulla di rivoluzionario per chi magari vive da decenni a Vigna Clara o sulla Cassia, ma abbastanza per tenere l’antenna alzata e seguire l’evoluzione con interesse.
Parigi vs Roma: una differenza che dice tutto
A questo punto entra in scena un’interessante osservazione, riportata dal presidente del Comitato Balduina’s: a Parigi gli arrondissements sono compatti, coerenti, disegnati sulle reali relazioni urbane.
A Roma invece i Municipi… partono dal centro e si stiracchiano verso la periferia come fossero elastici tirati troppo.
In altre parole, l’attuale assetto dei Municipi, composto “a raggiera”, ha finito col produrre territori troppo estesi e spesso molto disomogenei, con competenze limitate e una distanza crescente tra cittadini e istituzioni di prossimità.
Quartieri vicinissimi tra loro finiscono separati da chilometri di pratiche amministrative, mentre realtà profondamente diverse vengono unite in un unico Municipio ‘allungato’
È un po’ come se Parigi avesse messo Montmartre nello stesso distretto della Défense.
E così i confini restano lì, improbabili e poco funzionali, mentre la città reale – quella dove ci si sposta, si compra, si studia, si va dal medico – segue tutt’altra logica.
E allora perché la petizione piace?
Perché si prova a rimettere ordine dove per anni c’è stato un collage di confini che non raccontano la vita delle persone.
Perché ricostruisce un quadrante urbano che esiste già, che funziona già, che comunica già.
Un Municipio nuovo, più compatto, più razionale, più simile a un arrondissement parigino e meno a un disegno fatto col righello storto, potrebbe essere l’inizio di una nuova storia per Roma Nord.
Un precedente
E mentre qualcuno sogna un territorio finalmente amministrato come lo vive:
vicino, coerente, riconoscibile, torna alla memoria una vicenda semi-analoga: quando si discettò di staccare Ponte Milvio dal Municipio XV per annetterlo al II (leggi qui).
Fu un vento di secessione che spirò senza però muover foglie…
Roberto Capparella


