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La “ripartenza” del quartiere: Belsito

Vediamo ora come sta andando la “ripartenza” dopo il lungo “lockdown” nella parte “alta” della Balduina, quella conosciuta anche come Belsito, dopo aver analizzato tale situazione nella Balduina “bassa” e nell’area di piazza della Balduina. Per fare ciò sono andato dapprima da Cimarelli Moda, negozio di abbigliamento a piazzale Medaglie d’Oro 48, che ha riaperto lo scorso 18 maggio, dopo essere rimasto chiuso da marzo, già da qualche giorno prima che scattasse l’obbligo. Il proprietario dice subito che le prime impressioni dopo la riapertura non sono buone, perché, finora, si sono visti pochissimi clienti. Le misure a cui ci si è dovuti attenere, e che bisogna far rispettare da questi, sono, spiega, quelle comuni un pò a tutti i negozi, quindi sanificazione del locale ed obbligo di indossare la mascherina e di tenere un metro di distanza dalle altre persone. Anche l‘orario è dovuto cambiare, per adeguarsi alle fasce orarie imposte dall’ordinanza del Comune di Roma, per cui si apre alle 11, però, qui, non si fa orario continuato, ma si chiude alle 14 e si riapre alle 15. Più che formulare previsioni, si auspica, semplicemente, che i contagi da Coronavirus diminuiscano ancora e la situazione migliori, di modo che la gente ritorni ad uscire e, anche, ad entrare nel loro negozio, altrimenti, dicono, si rischia di dover chiudere. Sono quindi passato in via Festo Avieno, dove, al numero 52, c’è il ristorante Festo Avieno, che ha riaperto il 18 maggio, dopo aver chiuso il 10 marzo, e dopo aver dovuto effettuare la sanificazione del locale. Da una prima impressione di questi giorni dopo la riapertura, vi sono ancora pochi clienti, perché le persone rimangono timorose nell’uscire di casa la sera come prima, o hanno, anche, minori possibilità economiche di farlo, e, comunque, devono rispettare una serie di regole, quali l’arrivare con la mascherina e, soprattutto, il distanziamento, per cui tra chi non è convivente deve esserci almeno un metro di distanza, e per il quale, spiega il proprietario, è stato necessario, anche, togliere circa la metà dei posti a sedere, che da 40, così, sono diventati 20. Viene inoltre misurata la temperatura corporea con una specie di termoscanner, anche se, dicono, questo controllo non è obbligatorio. Anche qui, non vengono fatte delle vere e proprie previsioni, ma, semplicemente, si spera che la situazione migliori, e la gente si senta, così, un minimo incoraggiata nell’uscire la sera e, magari, nell’andare a cena fuori. 

 Sono poi tornato verso piazzale delle Medaglie d’Oro, dove, all’inizio di via Alberto Cadlolo, c’è, al numero 1, il negozio di biancheria “Tebro”, che ha riaperto il 18 maggio, dopo essere stato chiuso dal 12 marzo. Qui, le prime impressioni dopo la riapertura sono buone, perché dicono di aver visto comunque, diversi clienti, anche perché, spiegano, loro hanno una clientela abbastanza “tradizionale”, che quindi, dopo il lungo periodo di chiusura, è tornata da loro, acquistando nuovamente la merce. E’ necessario, qui, entrare con la mascherina, che, però, viene comunque fornita a chi non ne sia provvisto, e bisogna mantenere un metro di distanza dalle altre persone. E’ stato necessario adeguare l’orario alle fasce stabilite dall’ordinanza comunale, per cui, la mattina, si apre alle 11. Si pensa, e si spera, che si continui ad avere un flusso sempre maggiore di clienti. 

Sono infine passato da Però Boutique, negozio di abbigliamento femminile a piazzale delle Medaglie d’Oro 33, riaperto, come tutti, il 18  maggio, dopo essere stato chiuso dal 10 marzo, e che non ha effettuato il servizio a domicilio, ma ha comunque continuato a farsi pubblicità e a mostrare i propri abiti sui social, per mantenere il contatto con le clienti, in attesa della riapertura. Le prime impressioni, pure qui, sono piuttosto buone, perché, spiegano, le persone sono presto tornate a vedere e ad acquistare la loro merce, quindi c’è stato  un buon afflusso di clienti. Si è dovuto adeguare l’orario alle fasce disposte dall’ordinanza del Comune, per cui si apre alle 11, e questo, spiegano, non è proprio il massimo ora che, a quell’ora, inizia già a fare caldo. Bisogna entrare con la mascherina, e, essendo un locale abbastanza piccolo, uno alla volta, ma comunque la proprietaria dice che la gente, generalmente, si attiene a tali regole, e al massimo le è capitato di dover chiedere, ad alcune amiche che venivano magari in due o tre, di non stare dentro assieme. Per il futuro, la proprietaria non si azzarda a fare previsioni, ma, semplicemente, spera che la situazione possa continuare ad andare bene, e, anche, che non inizi a breve il periodo dei saldi estivi, in modo da poter vendere ancora a prezzo pieno o quasi pieno, visto che lei terrà comunque aperto il negozio fino, all’incirca, al 10 agosto. 

Sono quindi passato in via Festo Avieno, dove, al numero 52, c’è il ristorante Festo Avieno, che ha riaperto il 18 maggio, dopo aver chiuso il 10 marzo, e dopo aver dovuto effettuare la sanificazione del locale. Da una prima impressione di questi giorni dopo la riapertura, vi sono ancora pochi clienti, perché le persone rimangono timorose nell’uscire di casa la sera come prima, o hanno, anche, minori possibilità economiche di farlo, e, comunque, devono rispettare una serie di regole, quali l’arrivare con la mascherina e, soprattutto, il distanziamento, per cui tra chi non è convivente deve esserci almeno un metro di distanza, e per il quale, spiega il proprietario, è stato necessario, anche, togliere circa la metà dei posti a sedere, che da 40, così, sono diventati 20. Viene inoltre misurata la temperatura corporea con una specie di termoscanner, anche se, dicono, questo controllo non è obbligatorio. Anche qui, non vengono fatte delle vere e proprie previsioni, ma, semplicemente, si spera che la situazione migliori, e la gente si senta, così, un minimo incoraggiata nell’uscire la sera e, magari, nell’andare a cena fuori. 

 Sono poi tornato verso piazzale delle Medaglie d’Oro, dove, all’inizio di via Alberto Cadlolo, c’è, al numero 1, il negozio di biancheria “Tebro”, che ha riaperto il 18 maggio, dopo essere stato chiuso dal 12 marzo. Qui, le prime impressioni dopo la riapertura sono buone, perché dicono di aver visto comunque, diversi clienti, anche perché, spiegano, loro hanno una clientela abbastanza “tradizionale”, che quindi, dopo il lungo periodo di chiusura, è tornata da loro, acquistando nuovamente la merce. E’ necessario, qui, entrare con la mascherina, che, però, viene comunque fornita a chi non ne sia provvisto, e bisogna mantenere un metro di distanza dalle altre persone. E’ stato necessario adeguare l’orario alle fasce stabilite dall’ordinanza comunale, per cui, la mattina, si apre alle 11. Si pensa, e si spera, che si continui ad avere un flusso sempre maggiore di clienti. 

Sono infine passato da Però Boutique, negozio di abbigliamento femminile a piazzale delle Medaglie d’Oro 33, riaperto, come tutti, il 18  maggio, dopo essere stato chiuso dal 10 marzo, e che non ha effettuato il servizio a domicilio, ma ha comunque continuato a farsi pubblicità e a mostrare i propri abiti sui social, per mantenere il contatto con le clienti, in attesa della riapertura. Le prime impressioni, pure qui, sono piuttosto buone, perché, spiegano, le persone sono presto tornate a vedere e ad acquistare la loro merce, quindi c’è stato  un buon afflusso di clienti. Si è dovuto adeguare l’orario alle fasce disposte dall’ordinanza del Comune, per cui si apre alle 11, e questo, spiegano, non è proprio il massimo ora che, a quell’ora, inizia già a fare caldo. Bisogna entrare con la mascherina, e, essendo un locale abbastanza piccolo, uno alla volta, ma comunque la proprietaria dice che la gente, generalmente, si attiene a tali regole, e al massimo le è capitato di dover chiedere, ad alcune amiche che venivano magari in due o tre, di non stare dentro assieme. Per il futuro, la proprietaria non si azzarda a fare previsioni, ma, semplicemente, spera che la situazione possa continuare ad andare bene, e, anche, che non inizi a breve il periodo dei saldi estivi, in modo da poter vendere ancora a prezzo pieno o quasi pieno, visto che lei terrà comunque aperto il negozio fino, all’incirca, al 10 agosto. 

Luca Fiorucci
La “ripartenza” del quartiere: Belsito
8 Giu
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