Don Andrea Celli: lo sguardo privilegiato per i giovani

A San Pio X alla Balduina il “Progetto Persona”, la scuola sulla Dottrina sociale e gli incontri con i grandi registi. Il rinnovato auditorium, «polo culturale e di dialogo»

Passa già dal sorriso la capacità di accoglienza e di apertura all’altro che caratterizza monsignor Andrea Celli, parroco della comunità di San Pio X alla Balduina dal 1° settembre del 2019. Quando poi comincia a raccontarsi, le sue parole sono piene di entusiasmo, volte a trasmettere il valore «del creare comunione e dello stare insieme con tutti». Nato a Roma il 27 dicembre del 1966, laureato in Legge e avvocato, ha studiato prima all’Almo Collegio Capranica per formarsi poi in Teologia morale alla Gregoriana, conseguendo infine un dottorato in Diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense. Per le sue specifiche competenze, don Andrea è stato per 19 anni direttore dell’Ufficio giuridico del Vicariato, «mentre ero anche contemporaneamente collaboratore parrocchiale nelle parrocchie di Santa Francesca Romana e di San Roberto Bellarmino, dove mi occupavo del post-Cresima – racconta -. Ci ho sempre tenuto molto alla pastorale giovanile e ho sempre avuto un occhio privilegiato per i giovani, forte anche della mia personale esperienza di scoutismo, maturata dalla prima elementare fino agli anni del liceo con l’Opera Regina Apostolorum».

Anche nella prima comunità parrocchiale di cui è stato parroco, quella di San Tommaso Moro, a pochi passi dalla Sapienza, don Andrea ha guardato ai giovani, dando vita a una vivace realtà di studenti universitari; e così pure nell’attuale parrocchia della Balduina ha dato subito valore alla realtà giovanile, «distinguendo in due fasce di attività i giovanissimi e i giovani, sia per una questione di numeri da gestire, sia per la diversità di interessi che li contraddistinguono».

Della buona partecipazione dei ragazzi di terza media e del primo anno del liceo alle attività pensate per la loro formazione riferisce Carlotta, educatrice del gruppo post-Cresima. «Per loro – dice – è importante avere un punto di riferimento nella parrocchia perché hanno bisogno di essere accompagnati e di confrontarsi. Cerchiamo quindi da un lato di coinvolgerli, alternando momenti di gioco a momenti di catechesi ma proponendo anche esperienze concrete di volontariato; dall’altro di guidarli, perché hanno bisogno anche di regole e di capire quando sbagliano». L’educatrice mette poi in luce «la bellezza della condivisione, per i ragazzi, negli ambienti della parrocchia, dove si fermano dopo l’incontro settimanale del martedì per giocare a biliardino, ad esempio», e ancora «la partecipazione non soltanto ai ritiri di Natale e di Pasqua o alle uscite organizzate, come quella a San Pietro, ma anche agli eventi culturali promossi nel nostro rinnovato auditorium, rivolti e aperti anche a loro».

L’auditorium parrocchiale – inaugurato dopo i lavori di ristrutturazione lo scorso ottobre dal cardinale vicario Angelo De Donatis – rappresenta infatti non solo uno spazio di aggregazione quanto piuttosto «un luogo che è espressione di amore e comunione – tiene a sottolineare Giulia, membro dell’équipe pastorale -, perché questo sogno si è realizzato grazie al sostegno morale e materiale di tanti parrocchiani ed è davvero una “casa dalle porte aperte” per tutti, un vero punto di riferimento per il quartiere. Di più, è una macchina di relazioni umane». Nato primariamente per le attività pastorali e di catechesi di giovani e adulti così come per momenti aggregativi e di festa, l’auditorium parrocchiale si pone sempre più come «polo culturale e di dialogo sia tra credenti che con i non credenti, nella logica di quella “Chiesa in uscita” che sa entrare davvero in relazione con l’altro laddove utilizzi una comunicazione efficace», afferma don Celli, convinto che oggi «la fede si veicola anche e soprattutto con la cultura».

Ecco allora il ciclo di incontri su “I grandi registi italiani”, che ha visto e vedrà via via la partecipazione di Giuseppe Tornatore, Mario Martone, Paolo Genovese, Matteo Garrone, Carlo Verdone. Molto partecipati anche gli incontri di “Progetto persona”, «la scuola sui valori della Dottrina sociale della Chiesa per i giovani dai 19 ai 35 anni – sono ancora le parole del sacerdote -. I temi affrontati sono quelli della famiglia, del lavoro, della finanza e dello sport, ponendo in dialogo il mondo ecclesiale con quello laico».

Proprio “dialogo” e “relazione” costituiscono il binomio che orienta l’impegno di don Celli, che pone al centro «la carità, sia quella materiale, attenta alle necessità dei vicini e della Chiesa universale, sia quella culturale, appunto, affinché l’essere cristiani venga davvero vissuto come un servizio personale e non solo come un servizio di cui fruire, per vedere il mondo con gli occhi della fede, offrendo una prospettiva di senso a chi la sta cercando». Per questo il parroco conclude usando per la sua parrocchia l’immagine «di un “laboratorio” di idee, di partecipazione collettiva e anche di creatività pastorale, in linea con il Concilio Vaticano II e anche con l’esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii gaudium”».

Luca Fiorucci
Don Andrea Celli: lo sguardo privilegiato per i giovani
23 Gen
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