Monte Ciocci: intitolata ad Ettore Scola la terrazza panoramica (Il Caffè di Roma.it)
C’è un angolo di Roma dove il cinema ha lasciato un’impronta indelebile. Il parco di Monte Ciocci, nel XIV Municipio, fu il set scelto da Ettore Scola per girare “Brutti, sporchi e cattivi”, il capolavoro del 1976 che ritrasse con ferocia e poesia il sottoproletariato romano dell’epoca. Ora quella terrazza panoramica ha un nome ufficiale: Belvedere Ettore Scola. L’inaugurazione, alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, ha trasformato un luogo di memoria cinematografica in un tributo permanente a uno dei più grandi registi italiani del Novecento.
Un set cinematografico diventa un belvedere
La scelta di Monte Ciocci non è casuale né simbolica: è geografica, storica, sentita. Esattamente qui, sessant’anni fa, Scola costruì la sua storia di baracche, miseria e umanità brulicante. La targa inaugurata dal Sindaco è stata posizionata a pochi passi dal nuovo tratto della pista ciclabile che collega il parco al Vaticano, in un contesto che unisce memoria culturale e rigenerazione urbana.
All’inaugurazione era presente anche Silvia Scola, figlia del regista, che ha voluto condividere un ricordo personale e commosso: “Brutti, sporchi e cattivi è il film di papà più amato da parte della nostra famiglia”. Parole semplici, che dicono tutto.
Gualtieri: “Scola sapeva guardare la realtà e ritrarla con grande realismo”
Il Sindaco Roberto Gualtieri non ha nascosto il proprio coinvolgimento emotivo. “È un momento a cui tenevamo molto”, ha dichiarato, “questo luogo è straordinario e qui c’è forse la ciclabile più bella del mondo”. Ma il pensiero va subito al regista: “Vogliamo ricordare Scola, uno straordinario regista che proprio negli anni di Brutti, sporchi e cattivi girò altri capolavori come “Una giornata particolare” e “C’eravamo tanto amati”, uno dei miei film preferiti in assoluto”.
Gualtieri ha tracciato in poche parole il profilo di un artista unico: “Scola, che amava Roma, sapeva guardare la realtà per poi ritrarla sullo schermo con un grande realismo, spesso grottesco”. Una definizione che vale come critica cinematografica e come atto d’amore verso un maestro.
Smeriglio: “Un grande intellettuale, nel decennale della sua scomparsa”
L’Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha sottolineato il peso simbolico del momento, cadendo nel decimo anniversario dalla scomparsa di Scola. “Sentiamo la responsabilità di onorare, nel decennale della sua scomparsa, un vero maestro del cinema”, ha affermato, ricordando come il film girato su questa collina fosse “un capolavoro assoluto, un film tra commedia e realismo e uno spaccato di nuda vita del sottoproletariato romano dell’epoca, in una dimensione poetica vera”.
La scelta del luogo, per Smeriglio, non poteva essere più azzeccata: “Per noi era importante dedicare questo posto iconico a Scola, che è stato un grande intellettuale, ricordando anche quel film straordinario”.
Monte Ciocci, un parco che guarda il futuro senza dimenticare il passato
L’intitolazione del belvedere si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del parco di Monte Ciocci, che negli ultimi anni ha visto la realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali e interventi di riqualificazione. La pista ciclabile verso il Vaticano, inaugurata nelle stesse settimane, completa un quadro in cui natura, cultura e mobilità sostenibile convivono in uno degli angoli meno conosciuti — e più belli — della Capitale.
Ettore Scola amava Roma. Roma, con qualche decennio di ritardo, gli restituisce un pezzo di cielo.
Alessandro Bellardini
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