Smart city: oltre la tecnologia, serve una comunità capace di agire
Carlo Maria Breschi
Una città non diventa intelligente solo perché si dota di app, sensori o infrastrutture digitali. La cosiddetta “smart city” non coincide con il livello di automazione dei servizi o con la quantità di dati elaborati. È intelligente una città che affronta i problemi in modo pragmatico, valorizza le risorse locali, coinvolge chi la abita.
La tecnologia è utile se serve a migliorare la vita quotidiana, non se diventa un fine in sé. In troppe città italiane si è confusa l’innovazione con l’estetica del digitale: piattaforme poco usabili, progetti costosi, risultati modesti. In questo contesto, emerge con chiarezza che una città è davvero “smart” solo se è in grado di connettere innovazione e partecipazione, strumenti e responsabilità, decisioni e ascolto.
Alcuni casi concreti mostrano che è possibile farlo. A Barcellona, la piattaforma Decidim consente ai cittadini di contribuire in modo verificabile alla definizione delle priorità amministrative. A Bologna, i Patti di Collaborazione hanno introdotto un modello di gestione condivisa per spazi e servizi locali. A Taipei, la piattaforma vTaiwan dimostra che anche scelte tecniche complesse possono essere costruite con il contributo del pubblico, se si investe su metodo e trasparenza.
In Italia, questi approcci restano in parte isolati. Serve un cambio di paradigma che parta dai territori e non da teorie astratte. Proprio in questo solco si inserisce l’esperienza di Balduina’S, rete civica e imprenditoriale attiva nel quartiere Balduina di Roma. Nata con il sostegno della Regione Lazio come Rete di Imprese, ha ampliato la propria missione trasformandosi in un sistema integrato di azione civica, sviluppo locale e innovazione sociale.
Balduina’S non funziona per slogan, ma per organizzazione. Il servizio “Dillo a Noi” raccoglie e traccia le segnalazioni dei cittadini su criticità del quartiere – marciapiedi dissestati, giochi rotti, cassonetti, arredi danneggiati – e le trasmette con puntualità al Municipio, mantenendo pubblica ogni richiesta e ogni risposta. È un metodo efficace per ottenere attenzione, ma anche per creare documentazione, memoria, verifica.
Un caso esemplare è la rigenerazione di Piazzale Socrate, storica terrazza panoramica lasciata per anni al degrado. L’intervento, coordinato da Balduina’S, è stato reso possibile grazie alla partnership con Ridaje, un progetto che promuove l’inserimento lavorativo di persone fragili attraverso la cura del verde urbano. I giardinieri di Ridaje, insieme ai volontari e agli sponsor privati della rete, hanno restituito decoro all’area con interventi di sfalcio, manutenzione, piantumazione e cura degli spazi. Un’azione sostenibile, efficace, coerente con il contesto, realizzata senza bisogno di appalti complessi o lungaggini burocratiche.
Anche la cura del territorio e la sanità di prossimità si intrecciano in modo innovativo. Balduina’S ha attivato una convenzione con Balduina Medica, polo sanitario di riferimento per il quartiere, con l’obiettivo di rafforzare l’accesso alla prevenzione e al monitoraggio clinico, sostenendo al tempo stesso le attività civiche di decoro urbano. La convenzione, oltre a facilitare l’integrazione di servizi utili a famiglie, anziani e lavoratori, ha una ricaduta concreta: migliora il potere contrattuale della comunità organizzata, consentendo di negoziare tariffe calmierate e condizioni agevolate, proprio perché collegate a un progetto collettivo e strutturato. Questo approccio trasforma la partecipazione in leva negoziale e offre vantaggi misurabili agli aderenti.
Il servizio di e-bike sharing attivo lungo la pista Monte Ciocci–Pineto è un altro esempio di progettazione civica intelligente: noleggio tramite app, mezzi disponibili 24 ore su 24, gestione agile e sostenibile. È pensato per residenti, sportivi, pendolari, turisti di passaggio. Non ha richiesto grandi investimenti né infrastrutture invasive. È stato costruito a partire dalla domanda reale e gestito in modo efficace.
Balduina’S è anche presidio culturale e spazio di confronto. Il Club del Libro, attivo da anni, ha consolidato un gruppo stabile di lettori e lettrici, diventando luogo informale ma costante di discussione e riflessione. Gli incontri con autori sono occasioni per ascoltare voci nuove, scambiare idee, arricchire il quartiere senza bisogno di grandi teatri né palchi. Il Festival del Cortometraggio Animato, organizzato nel 2025 presso l’Auditorium San Pio X, ha dimostrato che anche una singola serata può offrire qualità e identità, se è costruita con cura e visione.
Non mancano momenti di riflessione strutturata. I convegni tematici promossi dalla rete – sulla mobilità, sulla sanità territoriale, sulla gestione dei rifiuti o sul ruolo delle reti civiche – sono sempre legati a obiettivi operativi, a dati, a proposte. Nessun convegno fine a se stesso, nessun palco autoreferenziale. La forza della rete è nel metodo, non nella vetrina.
Un ruolo cruciale lo gioca la comunicazione. Il canale social di Balduina’S è un diario di bordo, non una vetrina promozionale. Aggiorna, documenta, memorizza. Ogni segnalazione, ogni sopralluogo, ogni iniziativa trova lì una traccia pubblica, consultabile e verificabile. Questo crea fiducia, continuità, trasparenza. E soprattutto, dà forma e valore all’intelligenza collettiva della rete.
Tutto questo – è bene dirlo – è stato costruito non grazie al supporto delle istituzioni locali, ma spesso nonostante la loro inerzia. Negli ultimi due anni, il rapporto con il Municipio XIV e con il Comune di Roma si è rivelato faticoso, disallineato, a tratti penalizzante. Non è mancato solo il sostegno, ma una reale capacità di ascolto e collaborazione. Le richieste formali restano senza risposta, le segnalazioni non producono effetti, i progetti proposti vengono ignorati o rallentati da cavilli e silenzi.
Eppure, proprio in questo scenario di vuoto amministrativo, la rete ha reagito con maggiore determinazione, costruendo un modello fondato sulla responsabilità diretta, sulla collaborazione tra cittadini e soggetti privati, sulla ricerca autonoma di soluzioni concrete.
In definitiva, Balduina’S è un caso di gestione urbana efficace, replicabile, sostenibile. Non ha risolto tutto, ma ha dimostrato che una comunità organizzata può ottenere risultati stabili, senza aspettare soluzioni calate dall’alto. L’innovazione, qui, non è uno slogan: è un processo ben governato.
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