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Via Andronico, alla fine arriva l’assenso dal Comune per i due piani in più. Manifestazione il 15 febbraio sostenuta anche da Balduina’S

Lo ricordano, forse, un po’ tutti, alla Balduina, quanto avvenne un pomeriggio di ormai quasi sei anni fa, il 14 febbraio 2018, quando crollo’ via Livio Andronico, nel tratto tra largo Apuleio e l’incrocio con via Lattanzio, dove, da alcuni mesi, vi era un cantiere nel quale era stato demolito l’ex Istituto Santa Maria degli Angeli e si stava scavando per costruirvi, poi, tre palazzine. Solo per un caso fortuito non vi furono danni alle persone, ma alcune auto li parcheggiate, circa sei o sette, finirono nella voragine. Numerosi, però, furono poi i disagi per i residenti della zona, a cominciare dai condomini di due edifici della stessa via, che fu necessario evacuare per due o tre settimane in attesa di verifiche sulla stabilità, mentre quel tratto di strada fu, inizialmente, chiuso anche ai pedoni, poi, dopo circa tre settimane, riaperto solo al transito pedonale, ma rimase chiuso alle auto per quasi un anno.

Nel cantiere, però, i lavori per la costruzione delle palazzine sono ripresi dopo solo una quindicina di giorni, e quel che è peggio è che, una volta realizzati i primi cinque piani, non sembrano fermarsi, e si viene, così, a sapere che l’Ecolattanzio, la società costruttrice, aveva presentato al Comune una variante per realizzare altri due piani. Per la ditta, infatti, l’aumento della volumetria rientrerebbe nella legge regionale di rigenerazione urbana, che consente un aumento delle cubature se si ricostruisce dopo la demolizione di edifici preesistenti. Occorre, però, verificare se gli edifici già esistenti fossero effettivamente in demolizione quando è stata presentata la variante. Il Campidoglio, inizialmente, non risponde alla richiesta, così la società presenta ricorso al Tar, finché, poi, il Pau (dipartimento Programmazione Urbanistica) nega la sopraelevazione, e, di fronte agli ulteriori ricorsi della Ecolattanzio, non solo il Municipio nega i permessi, ma il Tar stabilisce che il silenzio-assenso del Comune non implica il “si” agli altri due piani. Il Consiglio di Stato da’, poi, ragione al Comune sul diniego al silenzio-assenso, decidendo di approfondire l’istruttoria.

Arriviamo ai giorni nostri, quando, lo scorso 1 febbraio, il Pau, contrariamente a quanto stabilito in precedenza, dà l’assenso alla costruzione degli altri due piani. Il presidente della Commissione Lavori Pubblici del XIV Municipio e consigliere municipale Lorenzo De Santis, in un lungo post pubblicato alcuni giorni fa sulla sua pagina Facebook, intitolato “Cantiere via Lattanzio: un epilogo inaccettabile, ha parlato di una “inversione a U”, scrivendo: “Mai avrei pensato che l’Assessorato all’Urbanistica guidato da Maurizio Veloccia avrebbe fatto di tutto per trovare un modo per autorizzare una speculazione edilizia come questa, che porterà ad avere un nuovo palazzo di ben due piani più alto rispetto a quelli limitrofi, ed in cui si è voluto autorizzare una variante in demolizione e ricostruzione di un edificio già demolito, che altro non è che un ampliamento”.

Per De Santis, che tra l’altro è del Pd, lo stesso partito alla guida del Comune, “con la sentenza del Consiglio di Stato del 06.12.2022 erano stati infatti ribaditi concetti chiari, tra cui l’impossibilità di addivenire al silenzio assenso, soprattutto in virtù del necessario approfondimento istruttorio sull’indefettibile requisito della preesistenza dell’immobile ai fini dell’accesso alla premialita’ della legge regionale 7/2017. L’Assessorato ha deciso di spazzare via tutto ciò, richiedendo, tramite la Direzione Dipartimentale, un nuovo parere alla Regione Lazio (che nel frattempo aveva cambiato guida), che ha portato ad eludere il risultato del giudicato amministrativo, il quale non aveva messo in dubbio che il requisito della preesistenza dell’edificio fosse necessario per accedere a quei vantaggi. Oggi si fa strame di ogni precedente posizione contraria, e gli uffici del Dipartimento hanno incredibilmente negato se stessi, cambiando rotta”. Secondo il consigliere municipale, si tratta di “un attacco al buonsenso”.

De Santis ha poi proseguito: “Il Dipartimento avrebbe addirittura chiarito che la volumetria realizzata fosse in linea con quella effettivamente realizzabile grazie alla legge di rigenerazione urbana, quando il CTP di Roma Capitale ne aveva già accertato il superamento, ma soprattutto quando la società costruttrice avanzava al Municipio XIV una Scia nel giugno 2023, bocciata dal Municipio XIV, per modificare lo stato dei luoghi riducendo la volumetria con la creazione di alcuni loggiati (proprio per ridurla quella volumetria non autorizzata)”. Il consigliere ha quindi annunciato di aver “presentato una risoluzione al Municipio XIV per verificare nuovamente la correttezza dell’istruttoria svolta”. Il Municipio, per De Santis, è stato “tenuto fuori dalla discussione, con un Dipartimento che ha addirittura richiesto al costruttore stesso di descrivere lo stato dei luoghi ai fini della volumetria”. Il consigliere ha poi scritto di star pensando ad “una manifestazione dei cittadini sottostante al cantiere per interrompere questo scempio edilizio”, e ha annunciato: “Se mi verrà chiesto dal partito sono pronto a dimettermi da Presidente della Commissione Lavori Pubblici”. Intanto, vi sono ancora sette persone, tra il presidente della Ecolattanzio e altri ingegneri e tecnici, che sono indagate per crollo colposo per quanto accaduto il 14 febbraio di sei anni fa.

Balduina’S ha dato il proprio sostegno alla manifestazione unitamente al Comitato Crollo presieduto dal suo vice presidente avv. Giancarlo de Caprariis.

Luca Fiorucci
Via Andronico, alla fine arriva l’assenso dal Comune per i due piani in più. Manifestazione il 15 febbraio sostenuta anche da Balduina’S
13 Feb
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